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8 settembre 2009
San Zenone degli Ezzelini Treviso. 8 settembre 2009. ore 15.30 chiesa di San Gabriele del ritiro dei passionisti: alla presenza di oltre venti sacerdoti e di circa un centinaio di fedeli convenuti, sta per avere inizio la celebrazione della prima professione di 5 giovani novizi passionisti. Tra questi cinque c'è un marchigiano, ingegnere, originario dell'entroterra anconetano. Da dove ha inizio la sua storia? Quali sono i motivi che lo spingono, ancora oggi nel 2009, a lasciare la sua famiglia e il suo lavoro per dedicarsi al servizio di Dio e del prossimo? La storia che qui si racconta è quella di una vocazione, sbocciata all'interno di una delle tante culle nascoste che la madre Chiesa gelosamente custodisce e protegge. Infatti 10 anni indietro quel giovane settimanalmente partiva da Serra San Quirico, insieme ai suoi familiari, per recarsi a Sassoferrato dove partecipava agli incontri del gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo intitolato alla Madonna del Cerro. Ma ritorniamo alla celebrazione: che cosa sta succedendo? I giovani si sono stesi a terra appena il diacono con solennità si è avvicinato all'ambone ed ha aperto il vangelo secondo Giovanni: l'assemblea è in piedi, in rigoroso silenzio, mentre inizia la lettura della passione del Signore. Lunghi minuti nei quali viene proclamato l'epilogo della storia del Signore Gesù Cristo. E mentre vengono lette le vicende di Gesù, inesorabilmente a queste si intrecciano quelle dei cinque prostrati a terra. Quello di prima ha il cuore che batte forte, tanto che non riesce a seguire bene le parole che pure ha meditato tante volte. Si proprio le parole del vangelo! Le stesse che sentiva risuonare nella preghiera settimanale del gruppo sassoferratese. Quelle che hanno accompagnato la crescita della sua vocazione. Quelle che da anni lo guidano per il giusto cammino: le uniche che hanno il potere di accendere lo zelo nel suo animo, le sole che gli fanno capire la sua missione : "andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura". E adesso un altro momento importante: ogni giovane, a turno, si inginocchia davanti al suo superiore e dichiara a tutta l'assemblea le proprie intenzioni: "emetto nelle tue mani reverendo padre, il voto di ricordare più intensamente la Passione del Signore e di promuoverne la memoria con la parola e con le opere ed insieme emetto i voti di castità, povertà ed obbedienza". Ecco che l'opera del Signore si compie sempre più. Quel cammino, iniziato in modo misterioso, proseguito nella difficoltà del discernimento, adesso sta prendendo una forma. Nel gruppo del Rinnovamento aveva trovato la sua intimità con Dio, la fiducia necessaria per ascoltare e seguire le Sue parole. Adesso diventato più grande, ha trovato il suo posto nella chiesa all'interno della famiglia passionista, e, avendo capito la sua missione, è pronto ad impegnarsi per tutta la vita. Il Signore aveva un progetto per lui e ora quel progetto si sta svelando. La sua gioia è piena. La celebrazione è ormai al suo culmine: la consacrazione del pane e del vino. Quel Dio, al quale il giovane ha promesso fedeltà appena mezz'ora prima, è fedele a sua volta facendosi presente nell'ostia e nel calice. La promessa "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" è di nuovo compiuta.
Marco Staffolani di Santa Gemma
32a CONVOCAZIONE NAZIONALE RnS 30 aprile - 3 maggio 2009
Carissimi fratelli e sorelle, sono Andrea di Mondolfo, un paesino in provincia di Pesaro. Scrivo per testimoniare la guarigione che il Signore ha operato in me durante la Convocazione Nazionale del Rinnovamento a Rimini il 1 maggio scorso. Sono un giovane di quasi trentacinque anni ed ho avuto un passato molto brutto tra alcool e fumo di vario tipo. Ciò ha provocato un preoccupante ingrossamento del fegato con il rischio di ammalarmi di cerrosi epatica e quindi di morire. Ho convissuto con questo problema per circa dodici anni senza riuscire a fare qualcosa per risolverlo, neppure mi interessava, a causa della depressione di cui soffrivo. Durante la Settimana Santa, però, mi si è arrossata e ingrossata una caviglia e dovuto fare le analisi di rito, trovando cinque valori, quattro dei quali riferiti al fegato, molto superiori alla norma. Durante la preghiera del brasiliano Ironi Spuldaro, quando ha pregato per coloro che avevano i trigligeridi alti, ho sentito un forte calore al fegato, dove tenevo le mani, e un brivido dalla testa ai piedi. Non sapevo cosa fosse successo ma appena ho potuto sono andato dal dottore per farmi prescrivere nuovamente le analisi. Lui non voleva perché le avevo appena effettuate e insisteva che quei valori non potevano essere già tornati nella norma. Ma il Signore è grande e ha operato meraviglie: il valore dei trigligeridi è sceso in sole due settimane da 363 a 61 e quelli riferiti al fegato analogamente sono scesi di molto sotto il livello di soglia. Benedico il Signore per quello che ha operato in me, anche se molti attorno a me ancora non credono che tutto ciò sia opera sua. Grande è la gioia che ha messo nel mio cuore. Desidero ringraziarlo e lodarlo per tutta la mia vita.
Andrea, Mondolfo (PU)
GIORNATA COMUNITARIA in occasione della visita del Vescovo S. E. Mons. Giancarlo Vecerrica nei gruppi RnS della Diocesi di Fabriano - Matelica 2 marzo 2008
Mi chiamo Norma e scrivo da Fabriano. Faccio parte del gruppo del Rinnovamento dello Spirito da agosto 2007,quando tornai da Medjugorje dove ho sentito la chiamata della Madonna in tal senso. Voglio rendere testimonianza della stupenda giornata diocesana di domenica due marzo che ha visto insieme tutti noi fratelli dei locali 5 gruppi. Vivere Gesù è tanto bello; vivere per Gesù è stupendo; vivere nei suoi precetti è meraviglioso… perché gioioso. Vivere lo Spirito Santo è una grazia, una forza, una luce,una guida nonché il vero scopo della vita. Vivere tutto questo insieme è indescrivibilmente emozionante. Domenica, io ho provato fortissime sensazioni ed emozioni. La preghiera comunitaria ha iniziato al meglio la giornata perché il vedere tanti fratelli riuniti nel nome di Cristo Gesù è stato di una tale intensità che ha rallegrato tantissimo il mio cuore. Io adoro il modo di pregare del gruppo del RnS perché si tratta di una preghiera di lode gioiosa. Meravigliosa è stata la catechesi di Sauro sulla cultura di Pentecoste e quindi sulla discesa dello Spirito Santo. Il momento del pranzo è stato molto bello perché di condivisione. Ad esso ha fatto seguito un’adorazione silenziosa che ha lasciato spazio al cuore di ognuno di esprimersi al meglio con Dio, di colloquiare con Lui e ricevere, per questo dialogo, fortissime vibrazioni. Un altro momento entusiasmante è stato l’ascolto delle storie personali o familiari che alcuni di noi hanno reso ai fratelli e al nostro Vescovo. Tra questi, c’ero anch’io. Ho voluto,infatti, rendere pubblica testimonianza di quanto il Signore ha operato su di me. La mia conversione è avvenuta dopo il pellegrinaggio di cui parlavo all’inizio e dopo l’incontro col nostro movimento ed ha fatto si che io, donna separata e con un compagno, illuminata dalla grazia divina, capissi che le leggi degli uomini non sono le leggi di Dio e, pertanto, lasciassi il peccato per seguire i suoi precetti e pregare, oggi, per la riunione della mia famiglia. Una bellissima e sentitissima Celebrazione Eucaristica del nostro Vescovo ha concluso, poi, la giornata nel migliore dei modi:con la potenza del sangue di Cristo. Voglio esprimere, a nome di tutti i fratelli, un grosso grazie a Sua Eccellenza per la preziosissima presenza che ha riscaldato i nostri cuori e ha reso visibile a tutti la persona di Gesù che era, prepotentemente, in mezzo a noi. La sua persona, carissimo Mons. Giancarlo, il suo carisma e la sua veste la rendono amatissimo da tutti noi; lei è nei nostri cuori e sempre sarà così. Grazie, Sua eccellenza.
Norma, Fabriano (AN)
GIORNATA COMUNITARIA in occasione della visita del Vescovo S. E. Mons. Giancarlo Vecerrica nei gruppi RnS della Diocesi di Fabriano - Matelica 2 marzo 2008
La giornata che abbiamo vissuto insieme è stata ricca di avvenimenti, testimonianze, preghiera, parola di Dio, esortazioni e comunione fraterna. Il Signore, fedele come sempre alla sua parola, anche questa volta non ci ha fatto mancare la sua grazia e la sua gioia. Dopo esserci accolti vicendevolmente, siamo entrati alla presenza del Signore, professando insieme la nostra lode e la nostra fede nei confronti di Colui che tutto può, il Signore della nostra vita; Gesù si è manifestato a noi nella sua infinita misericordia e potenza. L’ascolto della Parola di Dio e del suo Spirito, Sauro Bianchi e gli animatori, la preghiera comunitaria e la catechesi sono stati aiuti preziosi affinché Cristo si manifestasse in mezzo a noi. Ci hanno particolarmente colpito le esortazioni di Sauro ad una fede “certa”, ad una vita carismatica che nasce nei gruppi di preghiera e che si deve estendere nei luoghi di lavoro, negli spazi in cui giornalmente viviamo, con le persone che sono il nostro prossimo e che il Signore ci chiama a servire in diversi modi con l’aiuto dello Spirito, con fantasia, zelo, verità, franchezza, comunione, umiltà e perdono. Siamo chiamati, ci ha ricordato Sauro, a testimoniare in maniera viva e gioiosa le meraviglie che Cristo Signore ha operato nelle nostre vite, perché si veda nei nostri volti, e tramite le nostre opere, come il Signore agisce in quanti credono, invocano, seguono e annunciano l’Unico nel quale possiamo essere salvati: Gesù Cristo, il Figlio del Dio vivente. Se vissuta in questo modo la vita nei gruppi rende possibile questa crescita personale, umana e spirituale insieme, grazie allo scambio interpersonale di esperienze, all’azione dei carismi, al prendersi cura “l’uno dell’altro”, fraternamente, con una disponibilità che va al di là dell’umana compassione, che deriva da un “sì” professato direttamente al Signore Gesù, mediante il quale la testimonianza diviene credibile. L’insegnamento di Sauro, infatti, ci ha esortato a dare una testimonianza “vera”, non fatta di parole dotte, ma di passione, di cuore e di anima, una testimonianza Cristocentrica, fatta nel nome di Gesù e nelle sue opere, tramite la quale la grazia salvifica di Cristo, per mezzo dello Spirito Santo, può toccare il cuore degli uomini e convertirli al suo Amore. Nel pomeriggio è stata messa in pratica questa esortazione, così che alcuni dei nostri fratelli e sorelle, con grande coraggio, ci hanno raccontato come hanno conosciuto il Rinnovamento nello Spirito Santo e come il Signore sia intervenuto nella loro vita cambiandola in meglio, permettendo il superamento di situazioni personali gravi, regalando gioie e grandi esperienze, e tutta l’assemblea ne è stata edificata. Questo tema è stato toccato nel pomeriggio anche dal Vescovo, S. E. Mons. Giancarlo Vecerrica, il quale ci ha invitato a portare la nostra testimonianza al di fuori dei gruppi di preghiera, ad essere sempre più presenti nei momenti significativi della via pastorale diocesana, confermando la propria stima nei confronti del RNS, in quanto realtà ufficialmente approvata dalla Chiesa e ricordandoci ancora le parole del caro Giovanni Paolo II, il quale ci chiedeva di testimoniare nel mondo la “cultura di Pentecoste” e far conoscere così lo Spirito Santo. Dopo aver celebrato la Santa Messa, siamo tornati più sereni nelle nostre case, certi che le meraviglie del Signore non sono finite ma continuano giorno dopo giorno nei nostri cuori ed in quelli delle persone che amiamo, se ci lasciamo trasformare dalla sua grazia e facciamo sì che essa non sia vana in noi, ma operi abbondantemente nelle nostre vite e nei nostri gruppi. Il male non deve scoraggiarci, come neppure dobbiamo scandalizzarci del nostro peccato e di quello dei nostri fratelli, ma dobbiamo superare tutte le tentazioni e lavorare per l’unità, con l’aiuto di Colui che ci ama ed è morto e risorto per noi, perché noi possiamo avere la vita in Lui abbondantemente. Solo così noi potremo dare gloria e onore a Colui nel quale, come dice S. Paolo, noi “viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (Atti 17, 28).
Barbara Mammoli e Maurizio Passari
Gruppo Regina della Pace
di Fabriano
CERCA DIO, UMILMENTE E CON TUTTO IL CUORE, E VEDRAI COSA PUO' FARE 7 novembre 2007
Mi chiamo Daniele, ho 22 anni e sono di Recanati. Sono nato e cresciuto in una famiglia credente (per l'esattezza cristiana evangelica) e quindi ho sempre avuto insegnamenti cristiani, che però, arrivato ai 12-13 anni, mi portavano ad essere così diverso dai miei amici che ho deciso da allora di accantonare, mettere da parte qualsiasi cosa che riguardasse Dio. Andavo in chiesa la domenica ma solo per far piacere ai miei genitori, tutto il resto del tempo non cercavo minimamente Dio, anzi, più passava il tempo e più non ne volevo sapere perchè mi interessava solo godermi la vita ed abbracciare tutto quello che il mondo potesse offrirmi. Così passava il tempo e credevo di essere un ragazzo felice, avevo amici, mi trovavo bene con loro; non vedevo l'ora di compiere 18 anni per poter definitavamente chiudere con tutto ciò che riguardasse la religione e buttarmi a corpo morto nelle mondanità. Ma Dio aveva un piano diverso per me! Quando avevo 15 anni i miei genitori mi iscrissero ad un campeggio cristiano; io non volevo andare ma alla fine sono andato con l'idea di conoscere altri ragazzi e ragazze; sapevo che ci sarebbero stati culti e studi biblici ma pensavo: "resisterò, poi torno a casa e faccio di nuovo la mia vita". I primi giorni di quel campeggio andavano esattamente come volevo che andassero, ma man mano che i giorni passavano, mi accorgevo che alcuni miei amici, con i quali facevo lo svelto (prendevo in giro i più "sfigati"),si avvicinavano a Dio e in preghiera davano il cuore al Signore; il giorno dopo li vedevo completamente trasformati! Allora ho cominciato a riflettere e pensavo: "Signore, ma allora tu ci sei veramente! Non posso negare che tu sei vivente, perchè ti vedo operare nei cuori dei miei amici". E mi resi conto che Dio mi voleva bene e anche con me voleva farmi un suo figlio. Combattevo con il mio orgoglio e con tutte le cose che mi tenevano legato alle mondanità, ma una sera in particolare non ce l'ho fatta più a resistere e in preghiera ho aperto il mio cuore a Dio e lì, davanti la presenza di Dio (che non si vede ma si sente) mi sono sentito un peccatore perduto; eppure mi sentivo amato da Lui e quindi gli ho chiesto di perdonare tutti i miei peccati avendo fede che Gesù era morto per me sulla croce. E in quel momento dalla sensazione di un'anima perduta una presenza divina, dolce e fresca come l'acqua di un fiume entrò nel mio cuore e fece sentire libero e perdonato da qualsiasi peccato. Sapevo bene che era lo Spirito Santo ad avermi toccato quella sera, non avevo dubbi perchè da subito mi sentivo un'altra persona, cambiata, libera, rigenerata... E da allora sono passati 7 anni e posso dire con fierezza che vivere con Gesù è la vita più bella che un giovane possa desiderare! Vivere con Gesù non significa buttarsi in una religione, facendo magari uno stile di vita caratterizzato solo da casa e chiesa... ma vuol dire invece avere il massimo di quello che si possa avere perchè Gesù è vivente e vive dentro di me! Vivere con Gesù vuol dire avere un vero scopo per cui vivere; avere esuberanza, gioia, pace, amore, compassione per gli altri e tanti sogni e progetti da poter realizzare. Ogni giorno è un'avventura con Gesù, perchè è Lui che guida la mia vita e in Lui ho davvero TUTTO! Voglio quindi invitarti a cercare Dio, umilmente e con tutto il tuo cuore, e vedrai cosa può fare!!!
Daniele (Recanati, MC)
CHAT DEL RNS: LA PIAZZA DEL SIGNORE SU SKYPE 28 maggio 2007
E' una settimana che abbiamo aperto su Skype la chat pubblica del RnS e già lo Spirito Santo non si è fatto attendere. Insieme al nostro consigliere spirituale regionale don Luca, abbiamo preso parte ad un'ora di preghiera "telematica" (intorno alle ore 17:15) sperimentando la grazie dello Spirito che solo ieri (27 maggio '07) abbiamo invocato e ricevuto celebrando la Pentecoste. Abbiamo pregato in diretta lodando e ringraziando il Signore come siamo soliti fare nei nostri gruppi, ma digitando le nostre invocazioni direttamente sul pc, il tutto anche citando canti e invocando lo Spirito con il canto in lingue... è stato un momento di preghiera intensissimo che ci ha unito come se fossimo tutti nel medesimo luogo, mentre, invece, ognuno era a casa propria.Tutto questo mentre fuori dalla finestra pioveva fortissimo un po' in quasi tutta la nostra regione. Al termine della preghiera è tornato a splendere il sole... Sia gloria al Signore Gesù perchè non smette mai di compiere meraviglie.
Silvia, webmaster RnS Marche
NON APRITE QUELLA PORTA ALLE TENEBRE 18 novembre 2006
“La vita è nelle mani di Dio, non ci appartiene”. L’ha ribadito con forza, sabato 18 novembre, presso il seminario vescovile di Fermo, il presidente della conferenza episcopale marchigiana, mons. Luigi Conti. Al tavolo di dibattito - promosso dal Rinnovamento nello Spirito Marche – anche il coordinatore nazionale Salvatore Martinez e il neosenatore Luca Marconi. Moderatori, Federico Luzietti e Feliciana Capretta, rispettivamente coordinatore regionale delle Marche e delegata diocesana di Fermo. Tema dell’incontro, “Non aprite quella porta alle tenebre. Le nuove sfide per la società e la famiglia del terzo millennio. Eutanasia - PACS - educazione libertà". “Oggi – ha continuato l’Arcivescovo – assistiamo ad un regresso della creazione in un rinnovato caos, ad una crescente incapacità di separare le luci dalle tenebre”. E, sottolineando la concezione moderna di una libertà vista come totale autonomia, ha invitato a presentare il cristianesimo non come semplice moralismo, ma come “dono, possibilità, apertura profonda alla vita”. Un’azione in cui, ha detto, “dobbiamo farci condurre dallo Spirito”. E di cultura della Pentecoste - per la cui diffusione Giovanni Paolo II si rivolse proprio al Rinnovamento – ha parlato Salvatore Martinez, definendola “servizio alla verità, alla vita, alla famiglia; difesa dell’uomo. Cultura della Pentecoste - ha continuato il Coordinatore nazionale del RnS – è combattere l’idolatria. Oggi nessuno è più disposto a sacrificarsi per il proprio simile. Ma per un cristiano vivere è consumarsi, non risparmiarsi”. Così, quella porta da non aprire alle tenebre è “la porta del cuore, della mente, della volontà, del futuro delle società, dell’avvenire delle nostre chiese… Il vento dello Spirito – ha ricordato Martinez – è più forte di ogni sfida al genere umano!”. A richiamare l’unità dei cattolici sui temi etici fondamentali, è stato Luca Marconi, che ha tra l’altro invitato a riflettere sulle responsabilità degli adulti soprattutto in merito all’educazione dei figli. Ha esortato a non demordere nella scelta quotidiana della testimonianza del bene; si è appellato alla volontà del cristiano di costruire, di proporre una cultura della vita, piuttosto che “piangere” sui mali della società. Poi, riferendosi alla questione dell’eutanasia, ha detto: “La battaglia sull’eutanasia sarà lunga e difficile. La potremo vincere solo mettendo in gioco il nostro cuore, cioè tutta la nostra vita”.
Staff RnS Marche
IMPEGNO SOCIALE RNS - "Vita, famiglia, educazione, liberta'..." 19 febbraio 2006
Domenica 19 febbraio, nell’aula sinodale del seminario vescovile di Macerata, erano in molti ad ascoltare il presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana, mons. Conti, sui criteri di discernimento indicati dalla Cei in vista delle prossime elezioni politiche. L’incontro, promosso dal ministero dell’impegno sociale del Rinnovamento nello Spirito delle Marche, ha visto come moderatore il direttore generale del RnS Luca Marconi. “Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio in lui” (1 Gv 4, 16). È partito dal passo biblico di Giovanni - lo stesso che apre l’enciclica di Benedetto XVI - il Vescovo di Macerata, e ha esortato i cattolici a studiare la dottrina sociale della Chiesa. Dialogo, reciprocità, corresponsabilità, amore. Dal cristiano l’attività politica deve essere vissuta come “diaconia della carità”, l’avversario visto non come un nemico, ma come un uomo al cui cuore bisogna parlare. “Chi entra in politica – ha detto con forza mons. Conti- sappia che deve togliersi il mantello, e lavare i piedi”. Ogni giorno, ogni momento. “Il sacramento dell’altare- ha continuato- si prolunga nel sacramento del fratello”. Ribadendo la volontà da parte della CEI di non esprimersi per nessuna linea elettorale in vista delle prossime politiche, il presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana ha sottolineato che in qualunque schieramento i cristiani siano collocati, devono dimostrare di essere cristiani, di appartenere cioè fino in fondo a Cristo. Vita, centralità della persona, famiglia e educazione, sono stati i temi trattati anche nel dibattito seguito all’intervento del Vescovo di Macerata. Luca Marconi ha parlato di una sorta di “adolescenza spirituale” che, secondo lui, i cristiani di oggi stanno vivendo, e ha invitato a riflettere sul concetto di vera libertà. A tirare le conclusioni dell’incontro, il coordinatore regionale del RnS delle Marche, Federico Luzietti.
GIORNATA di RITIRO RnS - Diocesi di San Benedetto del Tronto - Ripatransone - Montalto 12 febbraio 2006
“Imporranno le mani ai malati e questi guariranno” (Mc 16,18b) è il tema della giornata di ritiro dei gruppi del Rinnovamento nello Spirito Santo della Diocesi di S. Benedetto del Tronto - Ripatransone – Montalto, che si è tenuta domenica 12 febbraio presso il Palasport di Martinsicuro, ospitati dalla parrocchia “Madre Teresa di Calcutta”, che ha curato l’aspetto tecnico-logistico della giornata.
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